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:: Inizio di un nuovo anno scolastico

Per l'anno scolastico 2004-05 insegnerò lettere alla prima e
alla terza C della scuola media Trevisani-Scaetta di Milano, quartiere
Gorla, memorabile ai milanesi per il tragico bombardamento del 20
ottobre 1944.
Gorla, assieme a Precotto, costituiva uno degli undici comuni che il
Regio Decreto n.1912 del 2 settembre 1923 avrebbe annesso a Milano.
Qui, il 24 marzo 1833 si erano affrontati in duello un simpatizzante
della Giovine Italia, Carlo Dembowsky, e l'ufficiale austriaco Grisoni,
soccombente e quindi suo malgrado defunto. Il 4 settembre del 1847,
invece, il popolo di Gorla volle festeggiare l'ingresso del nuovo
arcivescovo ambrosiano, Bartolomeo Carlo Romilli: erano giorni in cui
Santa Madre Chiesa godeva di buona stampa tra i patrioti,
prematuramente entusiasmati dall'accesso al soglio pontificio di Pio IX
e dal fatto che il Romilli, a differenza del suo predecessore Carlo
Gaetano Gaisruck, era italiano.
Soprattutto, la zona tra Gorla e Sesto San Giovanni, sulla destra dello
stradone che collegava piazzale Loreto a Monza, è stata un'area
industriale, ricca di fabbriche ben note alla memoria dei milanesi e di
tanti - in particolare immigrati - che vi hanno lavorato: Breda, Falck,
Alfa Romeo, Magneti Marelli.
E' risaputo, però, che gli operai hanno la cattiva abitudine
di figliare spesso e volentieri, di modo che tra una fabbrica e un
capannone industriale, proprio di fronte al naviglio Martesana, si
rese necessaria l'edificazione di una scuola elementare, la
"Francesco Crispi". Le bombe del passato, si sa, non erano intelligenti
e chirurgiche come quelle d'oggi, benedette figlie del progresso!
Accadde quindi che gli anglo-americani, nel bombardare l'area
industriale e il vicino scalo ferroviario di Greco, colpissero anche la
scuola di Gorla, distruggendola. Morirono in duecentocinquanta, in
larghissima parte, ovviamente, bambini. Ma si sa: i bambini non devono
giocare alla guerra, sono cose da adulti. La scuola elementare del mio
istituto, di fianco alle aule dove insegnerò io,
è intitolata proprio ai "piccoli martiri" di Gorla, ricordati
anche da un cupo monumento funebre poche centinaia di metri più
in là. In questo modo, la memoria triste di un passato troppo
simile al presente va a incepparsi nell'ingranaggio già male
oliato di questo mio primo giorno di scuola, passato tra scartoffie e
burocrazie, comunque troppo lontano dai ragazzi.
E questo è tutto quanto ci è dato sapere per ora sulla mia nuova scuola.
Calorosamente accolto dalla preside dell'Istituto, tra gli applausi del
corpo docente tutto e gl'inchini procombenti di bidelli e supplenti, il
prof. Contu potrà nuovamente assaporare le gioie
dell'insegnamento a partire da lunedì 13 settembre, ore 8.00.
[La foto, che ritrae una
terza elementare della scuola di Gorla nel 1940, è di
proprietà del signor Efrem Colombi, il primo bambino nella fila
in basso a sinistra. Si trova sul sito del MUVI, il Museo Virtuale della memoria collettiva della Lombardia. Una parte delle informazioni contenute in questo post sono reperibili sul sito Storia di Milano]
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