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In questi giorni ho come la
sensazione che qualcosa si stia muovendo, che il mondo dell'Islam nella
sua complessità stia venendo sempre più allo scoperto. In
tanti, mi pare, stanno dichiarando la loro lontananza, la loro
estraneità da coloro che usurpando il nome dell'Islam uccidono e
rapiscono. Ciò che più conta, queste prese di posizione -
prima in Francia e ora da noi (vedi ad esempio l'articolo di repubblica.it) - iniziano a fare notizia.
Certe cose le sapevo già, a dire il vero. Il mio ex-vicino di
casa e caro amico, Bassam, è un musulmano siriano con il quale
più volte ho discusso degli avvenimenti che coinvolgono il suo e
il mio mondo. Ogni volta ho potuto toccare con mano il dolore di un
uomo che non sopporta di vedere il nome del suo Dio ricoperto di
sangue. "Non è giusto, non è giusto quello che fanno", mi
ripeteva. Questo senza sentire il bisogno di negare se stesso, la sua
cultura e la sua fede, per diventare più realista del re. Meno
male.
Su questi argomenti ha scritto un post molto bello Sherif El Subaie
qualche giorno fa. Merita veramente di essere letto: ecco il link.
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