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Si diceva un tempo che davanti alla morte siamo tutti uguali. Non è più vero, non in Iraq, almeno.
Oggi sono stati rapiti e probabilmente già uccisi dodici camionisti turchi, mentre la rete rimpallava le immagini dei tre curdi decapitati dall'"esercito di Ansar al Sunna" e aggiungeva al conto quindici nuovi rapiti, di nazionalità irachena.
Apparentemente è solo una carneficina senza senso, ma scorrendo l'elenco
dei rapiti attualmente in mano ai sequestratori e di quelli che sono
stati uccisi, da Fabrizio Quattrocchi in poi, le regole del gioco si
fanno almeno in parte più chiare. Gli ostaggi a tutt'oggi
prigionieri sarebbero tra i trenta e i quaranta: due italiane, due
statunitensi, due francesi, un canadese e due australiani tra gli
altri. Tutti con nome e cognome, a parte gli australiani. Ci sono anche
molti altri ostaggi non identificati: tra loro, almeno cinque giordani
e due turchi, gente che non conta poi tanto, se i loro rapitori non si
preoccupano di usarne il nome e il volto per dare forza al ricatto.
Non avevano un nome, almeno per la grande informazione, neanche i
dodici nepalesi ammazzati il 31 agosto, quelli che erano stati definiti
"immigrati clandestini" dall'ambasciatore del loro paese. D'altro
canto, scorrendo la lista degli uccisi colpisce la scelta delle
vittime: due gli statunitensi, l'ultimo dei quali ucciso più di
tre mesi fa (un soldato, Keith Matthew Maupin); due gli italiani,
Quattrocchi e Baldoni. Nessun inglese, nessun francese, niente
australiani, tedeschi, canadesi, spagnoli. Ci sono invece due bulgari,
due pachistani, tre turchi, due egiziani. E poi un libanese, un
sudcoreano, un iracheno.
Se possibile, quindi, alcuni risvolti del gioco sono persino più
squallidi del previsto: se sei turco o nepalese hai molte più
probabilità di essere ucciso, perchè vali di meno sul
palcoscenico internazionale, e ammazzarti può servire a far
paura agli altri, a quelli che giustamente si angosciano per i
sequestrati dei paesi ricchi, per Simona Pari e Simona Torretta (a
proposito: in quanti ricordiamo il nome degli altri due?), per i
giornalisti francesi Malbrunot e Chesnot, per gli americani Hensley e
Armstrong.
Se vieni da un paese ricco, invece, hai prima di tutto meno
possibilità di essere catturato, perchè ti muovi spesso
in situazioni più protette (non a caso tra i rapiti di questi
paesi ci sono diversi giornalisti e ora delle operatrici umanitarie,
gente che per scelta o per necessità faceva a meno di protezioni
armate). Sei più raro e dunque più prezioso di un
camionista turco, quindi, e il gioco può durare a lungo,
perchè fa rumore, perchè tocca e stravolge proprio quelle
nazioni che più possono sullo scacchiere internazionale,
perchè semina dubbi e spacca in due le opinioni pubbliche. E con
un po' di fortuna, te la potresti anche cavare.
Suona assurdo e perfino beffardo, ma è così: se sei ricco
(o se semplicemente arrivi da un paese ricco, della cui ricchezza hai
magari deciso di spogliarti), vali di più e hai più
possibilità di cavartela.
Ancora una volta ci distinguiamo, anche davanti al boia: carne di pregio e carne da macello.
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