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:: Europa unita, Europa aperta?
:: Tremaglia e la correttezza politica
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:: Inizio di un nuovo anno scolastico
Prendo spunto da un mini-dibattito tra la tenutaria di landslide, il buon farfy (nova
lectio del nomignolo...) e il sottoscritto, scaturito da questo post.
Argomento, le uscite di Tremaglia e il politically correct.
Non so...
Cioè, non so se il problema è di correttezza politica, o
meglio, non so
se la complessiva faciloneria con cui di ogni spunto in questo
benedetto paese si fa una questione partitica (politica è una
parola
alta, molto più alta), cancelli la gravità della cosa in
sé. Voglio dire: un ministro di questo paese ha preso in mano la
carta intestata del suo Ministero e là, utilizzando non la sua
personale cancelleria ma un simbolo del potere che noi gli abbiamo
delegato, ha scritto qualcosa di sciocco in sé (cosa vorrebbe
dire che l'Europa è in mano ai culattoni, per cortesia?) e di
profondamente offensivo.
Perchè, lo dico di passaggio, mi offende quel modo di parlare dell'omosessualità. E parecchio.
Ma il punto nodale della questione, secondo me, è un altro. Il
punto nodale è quello della sottile membrana che dovrebbe
dividere la carica dalla persona: il signor Tremaglia può
pensarla come gli pare sugli omosessuali e sul loro ruolo in Europa, ma
l'onorevole Tremaglia, che come ministro non può rappresentare
soltanto se stesso e neppure la sua parte, dovrebbe condividere quel
naturale dettato di rispetto del buon senso (non fare gare a chi la
spara più grossa su argomenti delicati) e - soprattutto - delle
scelte individuali e private dei cittadini che a lui hanno delegato una
parte di potere. Il ministro Tremaglia, che può lecitamente
provare avversione nei confronti dell'omosessualità (ci
mancherebbe), proprio in quanto ministro dovrebbe difendere gli
omosessuali e ogni altra minoranza di questo paese, cosa che per altro
ha fatto egregiamente - secondo me - come ministro per gli italiani
all'estero. E non è certo sparlando di "culattoni" sulla carta
di un Ministero che si difendono le minoranze.
Oppure, se Tremaglia ritenesse in piena coscienza di non poter
condividere questi principi, dovrebbe avere il buon senso e la decenza
di non accettare un incarico come ministro.
Punto.
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